III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Esodo 20,1-17 Io sono il Signore tuo Dio

Solo un uomo libero può gettarsi nell’avventura della comunione con Dio. Riesce a cogliere il significato vero del decalogo solo chi lo sente non come un limite insopportabile, ma come un’occasione di libertà. Il male, con quanto ne consegue, è permesso da Dio solo a scopo medicinale: vedendo le tragiche conseguenze del suo operare l’uomo può rendersi conto di ciò che ha fatto e ritornare a Dio che è sempre disposto ad accoglierlo e a rinnovargli il suo favore. I comandamenti intendono delimitare un campo di azione nel quale ciascuno deve operare per il bene di tutti in modo responsabile, ma con la massima libertà e creatività.

 +1Corinzi 1,22-25 Predichiamo Cristo potenza e sapienza di Dio

La fede non è “irrilevante”, cioè senza potenza, o “irrazionale”, cioè senza altezza di pensiero. Al contrario: si tratta di sapienza e di potenza nuove e immense, alla misura di Dio. Ma che proprio per questo solo da Dio possono essere donate. Il cuore della fede è “Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani” (v.23). Scandalo per i giudei perché è l’umiliazione di Dio fino alla morte. Ed è stoltezza per i pagani che cercano Dio nelle “altezze” della realtà, e non certo in quella sconfitta di ogni realtà che è la morte. Tutto questo è “per coloro che sono chiamati”, grazie all’universale elargizione del dono di Dio, e non all’azione di una conquista umana.

 Giovanni 2,13-25 Scacciò tutti fuori

L’episodio della cacciata dei mercanti, è presentato come l’occasione immediata del processo e della condanna di Gesù. Gesù ha un comportamento da profeta, da uno che ha autorità da parte di Dio per compiere un gesto significativo come quello. Ha il potere di farlo, però deve dare le credenziali: chi ti ha dato questa autorità? Da dove l’hai presa? La risposta di Gesù: Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo farò risorgere”. Poiché evidentemente afferma di avere un potere di realizzare quel tempio nuovo che Ezechiele aveva sognato e che era diverso da quello di Erode e di quello in cui Gesù si trova in questo momento: Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Questa è l’espressione sorprendente: non solo Gesù purifica il tempio, ma lui si presenta come il vero tempio.

 Lo zelo per la tua casa mi divora

Cristo è consumato di zelo per quella casa di Dio che è in ciascuno di noi, e non vuole che diventi casa di commercio, né che la casa di preghiera diventi una spelonca di ladri, in quanto è Figlio di un Dio geloso (cfr Es 20,5). Dio non vuole che nulla di estraneo alla sua volontà venga a mescolarsi all’anima degli uomini in generale, e, in particolare, di coloro che intendono accogliere le realtà della fede.

1Re8,27: Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!

2Mac 5,19: Ma il Signore aveva eletto non già il popolo a causa di quel luogo (tempio), ma quel luogo a causa del popolo.

Sal 50,7-8: Ascolta, popolo mio, voglio parlare, testimonierò contro di te, Israele! Io sono Dio, il tuo Dio! Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.

Sal 119,139: Uno zelo ardente mi consuma, perché i miei avversari dimenticano le tue parole.

Ml 3,1: subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate,

Mc 11,15: Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio…

 Per il confronto personale o in gruppo

  •  Nel Signore senti la libertà delle norme?
  • La tua fede di questo tempo quale forza possiede?
  • Come vivi il sacro?

 

Rinaldo Paganelli

Briciole di PAROLA

3 settimana di Quaresima

 

Lunedì 5 marzo

Io spero, Signore, attendo la sua parola

Cristo Gesù, conosce la strada che conduce al cuore del Padre, la percorre decisamente, nella certezza di aprire anche per noi un sentiero possibile. Ci offre di metterci alle sue spalle per condividere il suo cammino e superare le nostre rivolte e i nostri rifiuti.

 

Martedì 6 marzo

Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore

Ogni volta che c’è un conflitto da gestire o un torto da metabolizzare, la parola di Dio ci chiede di rientrare in noi stessi e di riconoscerci uguali al nostro fratello in quanto bisognosi di clemenza. Nel rispetto è possibile trovare le vie per un giusto confronto che risani il conflitto.

 

Mercoledì 7 marzo

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita

Tutto ciò che è capace di illuminare il cuore e liberarlo dalle proprie chiusure, può essere un testo di riferimento che ci invita a ripassare dal nostro cuore, ove potremo incontrare il cuore di Dio e il cuore degli altri. Gesù della legge conosce l’essenza da cui si può ripartire.

 

Giovedì 8 marzo

Io sono misericordioso e pietoso

Il male si annida non solo in una parola maldestra, ma anche in un silenzio duro. Una verità che non viene ricordata, un grazie non offerto o un incoraggiamento negato, non può che creare isolamento e renderci estranei al bene di Dio.

 

Venerdì 9 marzo

Convertitevi, dice il Signore

Ci è dato il tempo per prendere coscienza di tutte le nostre resistenze all’amore. Se ci specchiamo nella verità, riusciamo a riconoscere un riflesso che ci precede e continuamente rifonda la nostra identità.

 

Sabato 10 marzo

Oggi non indurite il vostro cuore

I nostri atti e i nostri atteggiamenti sono il frutto e la manifestazione esterna di quelle che sono le nostre convinzioni più intime e profonde. È nel nostro cuore che la conoscenza della misericordia produce l’intima coscienza del nostro essere peccatori.

 

 

Rinaldo Paganelli