Accetta o Padre la mia vita

UNA VITA DONATA 

Pubblichiamo qualche altro aspetto della vita di Padre Rinaldo, in particolare alcuni pensieri e preghiere che sono pervenute proprio nei primi momenti in cui è giunta la notizia della sua morte terrena.
Fa da apertura l’immagine che chi ha frequentato nel luglio scorso la Scuola Nazionale ad Asolo ha nel cuore: la sua corsa con l’aquilone. Il filo che teneva in mano lo ha portato in alto, lassù dove può volare libero per sempre nella nuova Vita, quella che non ha fine e ci getta nell’abbraccio eterno del Padre.

Preghiere per LUI e per NOI
Ringrazio il Signore per il dono di Padre Rinaldo. Trent’anni fa ha fatto incrociare le nostre strade alla Scuola di Evangelizzazione alla Mendola e dopo ci ha regalato momenti più o meno lunghi di condivisione. Ma nella mia vita ho sempre tenuto a cuore la sua presenza: per un consiglio, per una richiesta e anche per una risata. Lo voglio ricordare così nella sua attenzione alla persona e nella sua limpidezza.
Ora nella Luce del Signore chiedo che continui a guidare i miei, i nostri passi nella vita di tutti i giorni. Preghiamo.
ESTER Badino (Celle Ligure)

Preghiamo perché la sensibilità di Rinaldo di incontrare le persone e di accoglierle per quello che sono, valorizzandole, trovi sempre più spazio nella Chiesa e nel modo di annunciare il Vangelo.
Talvolta nelle nostre camminate sui monti abbiamo “toccato il cielo con un dito” e ora prego che tutto il cielo di Dio si apra a te e ti dia tanta altra vita.
(R B)

Grazie Signore per averci donato un compagno di cammino discreto, forte, annunciatore appassionato, guida saggia. Annunciava con la Parola e con la vita, con il desiderio nel cuore di accendere in chi incontrava il fuoco sacro della passione per l’annuncio.
Continua a guidare i passi della sua/nostra equipe perché sappia custodire il tanto bene che padre Rinaldo ci ha donato. Preghiamo
(M T)

Omelia alle esequie a Grignano
Cari fratelli, Claudio e Alessandro con le famiglie, P. Giuseppe che dal Messico si unisce a noi con la preghiera e a tutti voi parenti amici e a voi confratelli
Siamo qua per dare il saluto al nostro fratello P. Rinaldo, e al centro di questa liturgia c’è la fede della Chiesa che proclama Gesù il Signore risorto, vincitore della morte e Spirito datore di vita (cf. 1Cor 15,45) … hai scritto bene sull’immagine ricordo: “Al Soffio dell’Onnipotente che mi dà vita”.
È la sua Parola che dà senso e forza a questa celebrazione piena di dolore ma di tanta fede e speranza. È in questa luce che il nostro congedo da padre Rinaldo assume verità e consistenza. Lo salutiamo nella fede, quella fede che ha sorretto la sua vita fino all’ultimo giorno.
È la nostra fede è la fede della Chiesa intera.
Conosciamo molto bene tutto quello che p. Rinaldo ha fatto in questi anni di vita, tutto il bene comunicato – attraverso l’insegnamento, la formazione dei catechisti, le pubblicazioni, l’accompagnamento spirituale – che hanno segnato la sua vita e alle quali si è sempre dedicato con impegno instancabile.
Oggi vorrei parlare del confratello p. Rinaldo religioso dehoniano, meglio del sacerdote del Sacro Cuore e pensando a lui come religioso mi è venuto in mente l’atto di oblazione che noi dehoniani recitiamo ogni giorno … «O Gesù Sacerdote misericordioso… alla tua obbedienza d’amore uniamo la nostra anche quando domanda un più grande distacco».
15 anni fa p. Rinaldo ha scritto in occasione della sua malattia un libretto con il titolo: Malato, mi hai visitato – che riecheggia proprio il brano evangelico che abbiamo ascoltato poco fa…
«Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate». «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi».
Mi piace pensare che Rinaldo consegni non solo il suo testamento ma anche la modalità con cui ha cercato di vivere quest’ultimo tratto di strada terrena, in compagnia di un male terribile e fulmineo.
Così scriveva nel suo libro: «Ho parlato poco con le persone e un po’ di più con Dio. Le parole mettono in comunicazione con gli individui, il silenzio mette in comunicazione con Dio. Quando mi sono liberato dal dire troppe cose, ho liberato Dio, permettendo che l’amore fosse dentro di me» (p. 109).
La malattia è tempo di silenzio: le parole che si dicono o si ascoltano a volte sono troppe, a volte sono inopportune, a volte sono addirittura controproducenti. Nel silenzio invece c’è lo spazio per ascoltare Dio e la sua parola che non è mai inopportuna.
È quanto Rinaldo ha sperimentato… Gesù nel brano di Vangelo che abbiamo letto, e si rivolge proprio a chi, come noi, è diventato discepolo. Ci dice amichevolmente: ti ho cercato, mi sono rivelato, ho aperto il tuo cuore, l’ho inondato di luce, ti perseguito con i miei benefici, mi sei prezioso, ti circondo di segni, sappilo.
P. Rinaldo in questi 40 giorni di ospedale non si fatto mai mancare l’eucaristia…anche prima di essere portato in sala operatoria ne ha preso un pezzettino.
In queste parole, prese sempre dal suo libro, si dischiude il dehoniano che ha abitato in lui: «il vero compito all’interno della malattia è questa fatica del continuare a credere all’amore: all’amore attivo verso gli altri e all’amore degli altri verso di noi. […] In questo senso, proprio perché la malattia, se vissuta nell’amore, diventa obbedienza a Dio, allora può essere offerta con tutta la vita a Dio, non semplicemente come dolore e fatica, ma come capacità di assumere un nuovo modo di vita» (pp. 82-83).
Ecco io vengo per fare o Dio la tua volontà, rafforza in noi questa disposizione che animò il tuo cuore di Figlio… ecco ancora quell’ oblazione che è stata la caratteristica della sua vita.
Paolo nella lettura che abbiamo ascoltato fa coincidere, con il coraggio (che ci è donato) di «avvicinarci a Lui in piena fiducia». La ragione di questa piena fiducia? La passione, morte e risurrezione di Gesù, il suo “raccontarsi” a noi nel Vangelo, rivelandoci l’amore del Padre e quindi la modalità di questo nostro “coraggio” di “piena fiducia”.
L’amore come offerta, il coraggio e la fiducia, come forza donano e hanno donato a P. Rinaldo senso di ogni cosa, anche della sofferenza.
P. Rinaldo voglio regalarti quello che ho sentito dentro l’ultima notte di guardia che ho scritto e perfezionato quando stavo davanti alla tua bara prima di essere chiusa.
Signore, p. Rinaldo sta morendo, ma mi ha riconosciuto quando sono arrivato e c’erano accanto a lui Enza e Giuseppina, fedeli come sempre ad accompagnarti, i tuoi occhi sono aperti e fissano chi è accanto al letto…poi alla fine sono rimasto solo. È stata lunga quella notte!!
Ogni volta che entravo e uscivo da quella stanza sentivo gli occhi su di me … gli occhi di un morente … di chi ha già l’anima in cielo e il corpo ancora su questa terra.
E’ lo sguardo di chi implora te, Signore, di rimanere ancora un poco con chi ama, è lo sguardo di chi si è arreso alla tua volontà, di chi attende il tuo abbraccio, di chi (forse con un poco) non ha paura (ma sa che) perché oramai sa che tutto è compiuto «accetta la nostra vita che desideriamo offrirti fino al sacrificio TOTALE di NOI STESSI» …
Lo sguardo di un morente è come una spada affilata che penetra nel punto più profondo dell’anima per lasciarmi lo sguardo amoroso di Dio che lo ha visitato e nella sua sofferenza si è fatto Compassione accanto a lui…” malato mi hai visitato”.
Gli occhi di p. Rinaldo raccolgono tutta la sua vita, le sue gioie e suoi dolori, tutti gli affetti, tutti i successi e le sconfitte per presentare tutto a te. E mentre con lo guardo invoco te Signore per lui che presto ti incontrerà e, il sacerdote del Sacro Cuore umano si affiderà all’eterno Sacerdote dal Cuore Divino, il suo respiro è sempre più lento e quegli occhi si chiudono per sempre alla visione su noi per riaprirli per l’eternità su di te.
Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro … hai lavorato con lui e per lui, ti ha incontrato pronto e ti ha portato con sé.
(p. Riccardo Regonesi) 

Alcune reazioni e consegne
Sorprendente e dolorosa una notizia come questa. Quando un amico e un collega se ne va, riemergono i ricordi più nostalgici, i momenti di convivialità, idee e progetti comuni condivisi per un tratto della vita. Con Rinaldo mi son sentito spesso in immediata sintonia fin dagli anni turbolenti del rinnovamento postconciliare della catechesi, della pastorale giovanile, e su su fino alle ultime sue pubblicazioni (anche in SettimanaNews), sempre così lucide, robuste e suadenti. La catechesi italiana perde una voce autorevole. Ma le tracce del suo operato continuano nel servizio di tante catechiste e catechisti, di pastori, di ricercatori. Un grazie a lui e alla Famiglia Dehoniana, alla quale esprimo il mio fraterno cordoglio.

Grazie padre Rinaldo per la tua semplicità, la tua schiettezza, la tua ironia, il tuo modo di evangelizzare attraverso la tua testimonianza, i tuoi scritti, la scuola nazionale formazione Siusi… Sei un riferimento per tutti. Grata al Signore di averti conosciuto. Farò tesoro di tutto. Ci mancherai. (Angela. S)
Ha saputo lasciare nel cuore di chi lo ha conosciuto la speranza di un’umanità bella, profonda. Attenta all’unicità di ogni persona. La vera chiesa di Cristo. Lo porterò nel cuore e nelle mie preghiere.
(Morena. B.)

Ho conosciuto P. Rinaldo negli anni ’90 invitandolo per due anni di seguito a tenere nella mia diocesi di Oppido Palmi assieme a suor Giancarla la settimana catechistica per la formazione dei catechisti parrocchiali. Ha lasciato nei catechisti di allora una impronta che li ha sorretti nel loro cammino formativo. La sua testimonianza e la sua competenza erano il frutto di un amore profondo per l’evangelizzazione. Lo affidiamo nella preghiera al Signore perché gli dia nella sua misericordia la gioia del Paradiso.
(don Gildo)

Compagno di cammino discreto e forte, annunciatore appassionato, guida saggia….annunciava con la parola e con la vita, con il desiderio nel cuore di accendere il fuoco sacro della passione per l’annuncio…Padre Rinaldo è tutto questo per noi, non è stato ma E’ …ora che vive immerso nell’abbraccio eterno dove il tempo E’ un eterno e continuo Amore, immersi nella Luce…. Grazie caro Padre Rinaldo per ciò che sei stato e ci lasci come segno luminoso del tuo passaggio. Aiutaci a custodire il tanto bene che ci hai donato. Continua a guidare i nostri passi e prega per noi.
(don Gian Luca di Tivoli)

Al termine di questa giornata, sia pure con il cuore dolorante per la perdita di un maestro e punto di riferimento per molti, ringrazio il buon Dio poiché mi ha dato di incontrare i piedi belli di Rinaldo non solo nei percorsi di formazione ma anche sulle Dolomiti e quest’ anno sul Grappa, ed ancora nei dialoghi/confronto in equipe e poi anche fermi sul letto/cattedra della sofferenza … GRAZIE fratello Rinaldo che da sabato mi/ci chiedi di continuare a camminare portando il lieto annuncio con maggiore responsabilità perché niente è perduto ma tutto ci invita ad immaginare possibili fili di Fede per continuare ad essere credibili testimoni del Risorto nel giardino delle nostre quotidianità intrise sempre più di uno sguardo prezioso come il tuo che ci custodisce e ci accompagna attraverso e oltre ogni difficoltà perché la Vita rimane sempre un inestimabile Dono da condividere…..un abbraccio e A-Dio
(Vito S)

Amici carissimi, innanzitutto condivido con ciascuno di voi tutto ciò che di bello, di buono, di vero avete detto su p. Rinaldo. Da parte mia aggiungo un profondo grazie per tutto quello che lui è stato per me. Grazie, Rinaldo perché in tante occasioni sei stato quella carica in più per andare avanti, per quel senso profondo di andare oltre a ciò che ci impedisce di volare alto, a quel vivere in profondità e scoprire la novità della Parola e dell’annuncio in tanti ambiti vissuti insieme. Per essere stato amico buono, fratello, compagno. Un ultimo grazie per la tua ultima lunga notte trascorsa al tuo capezzale insieme ad Enza ed asciugarti le lacrime. Sei stato un capolavoro della mano di Dio! (Giuseppina T)

Grazie, grazie, grazie… E aggiungo questa foto dove Rinaldo, padre, fratello e maestro ci mostra la strada che lui aveva percorso con noi e senz’altro ci dice non fermatevi, ma continuate a percorrere quella strada anche se stretta….
Quante altre cose vorrei dire ancora in questi momenti, ma la riconoscenza è sempre poca…ci basta quel dito di Rinaldo ad indicarci che quella strada continua…
(Agostino S) 

Buon viaggio P Rinaldo, esperto catecheta, amico fraterno, “gigante buono”. E GRAZIE
(Filippo Centrella)

“Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno” (Fil 1,21)
Caro, carissimo padre Rinaldo … sei stato faro prezioso nel mio cammino spirituale, una guida, un consigliere, un confessore. Mi mancherai cos’ tanto …
Che la scia luminosa che lasci aiuti anche noi ad arrivare fino in cielo!
(Federica)

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Siamo una Scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi, promossa col sostegno dell’Ufficio Catechistico Nazionale.

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