SANTISSIMA TRINITÀ (ANNO A)
Esodo 34,4-6.8-9: Che il Signore cammini in mezzo a noi
Il testo dell’Esodo riporta nei suoi tratti essenziali la scena dell’ultimo incontro di Dio con Mosè, dove egli scopre il volto nascosto di Dio misericordioso e pietoso. È la terza volta – secondo il libro dell’Esodo – che il Signore proclama la sua identità misteriosa, in rapporto ad Israele. Precedentemente egli si era rivelato al roveto ardente del Sinai, poi Dio fa una seconda autopresentazione, all’atto di promulgare solennemente il decalogo: egli è un Dio geloso…, ma anche ricco di bontà verso quelli che lo amano… Finalmente a Mosè, che si attendeva gli effetti della gelosia divina, Dio fa la sorpresa di un nuovo tratto della sua identità misteriosa: il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà.
2Corinzi 13,11-13: La grazia del Signore sia con voi
È la benedizione cristiana per eccellenza. Parole che conosciamo a memoria ma che forse proprio per questo scivolano su di noi senza comunicarci molto dello straordinario messaggio di cui sono portatrici. Essere nella grazia di Cristo significa riconoscersi diversi, in quanto siamo stati riscattati dalla sua nascita, vita, morte e risurrezione. Poi, “L’amore di Dio”. Noi non siamo amabili, ma Dio ci ha amati e in Gesù ci ha perdonati, salvati e trasformati. E ora Dio vuole che in noi ci sia il suo tipo d’amore, cioè un amore che ci renda capaci di amare così come egli ama. “La comunione dello Spirito Santo”. Dio è presente nel mondo col suo Spirito Santo per creare comunione fra gli esseri umani. Perciò, chi ha conosciuto l’amore di Dio e ha accettato la grazia della salvezza di Cristo porta a compimento l’opera della salvezza.
Giovanni 3,16-18: Chi crede in lui non è condannato
Dio non ha mandato Gesù Cristo nel mondo per smascherare il mondo. Lo scopo è uno solo: salvare. Tuttavia, quando l’amore di Dio è venuto nel mondo gli uomini lo hanno messo in croce. Il “peccato del mondo” è un peccato profondo, però nello stesso momento c’è la possibilità di scoprire che l’amore di Dio che è in Gesù Cristo ci è donato come amore di salvezza. Se rifiuti la salvezza, non puoi più essere salvato; se l’amore lo rifiuti, ti trovi solo, non percepisci più la gioia di essere amato e perdonato. Questo vuole dire: “Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato”. Dio non vuole condannare, nessuno; ma nel momento in cui il suo amore ci viene donato, è l’uomo che accoglie la salvezza, o che rifiutandola si mette in una condizione di condanna.
La Trinità condivide la nostra vita
Dio non è venuto a mettersi al nostro posto, a prendersi cura dei poveri, a cambiare alcune cose o a riorganizzare il mondo… Questa è la buona novella: Dio è venuto a condividere la nostra condizione umana, a vivere, a soffrire e a morire da uomo
Caratterizziamo questa festa
La Trinità è mistero: è l’Assoluto che si dà a conoscere in termini di amore e di salvezza: la Trinità è Dio come l’Amore che salva il mondo. All’origine della nostra fede sta un solo problema: chi è Gesù. Scoprire chi è Gesù è cogliere il senso della sua missione: rivelare il volto di Dio. E Dio è Padre, Figlio Incarnato, Spirito Santo; tre persone in una sola identica comunione di vita, partecipata a noi. Il mistero dell’Incarnazione della Pasqua trae origine e consistenza e senso dalla Santa e indivisa Trinità. E, il Dio Uni-Trino svela la sua identità attraverso una rivelazione che ha in Gesù Cristo incarnato, morto e risorto la massima intensità: lui che ci fa entrare in una relazione inesauribile e sempre nuova con le tre persone divine. Ogni relazione cristiana consapevole è vissuta a partire da questa relazione e in questa relazione trova il suo sigillo.
Per il confronto personale o in gruppo
- Trovi che Dio è fedele nella tua vita?
- Come cooperi all’opera di salvezza?
- L’amore di Cristo lo senti presente in te
Rinaldo Paganelli
