I mille colori della vita e dell’amore ora rilucono di bellezza che ci viene raccontata
da alcuni partecipanti.
Prima Parte
Asolo 14-21 luglio 2024
UNA SETTIMANA TRA TRAMA E ORDITO
Si resta sempre incantati di fronte ad un arazzo. E altrettanto colpiti da ciò che ci sta dietro cotal bellezza. Il risultato di quel capolavoro è determinato dalla matassa di nodi e intrecci che si celano nel “retro bottega”.
Ho avuto la grazia di partecipare alla scuola di formazione annuale ad Asolo dal titolo: “ARAZZO, nodi e intrecci dell’annuncio”. È stata la prima volta per me.
Una settimana di incontro, ascolto, confronto, condivisione, relazione sul tema che non ha avuto come conseguenza la risoluzione di questioni e interrogativi circa l’ambito della catechesi, in questo tempo di cambiamento, né l’intuizione di una ricetta preconfezionata bensì l’audace consegna di uno stile e di alcuni riferimenti basilari per intrecciare e annodare i fili dell’annuncio.
E comincio proprio dallo stile che riassumerei in due fili qualificanti la dinamica dell’evangelizzazione e che ho vissuto concretamente in questi giorni.
Il primo è rappresentato dall’Equipe che ha guidato e condotto i passi di tutti noi partecipanti in un crescendo di coinvolgimento e tessitura. È una compagine ormai rodata nel tempo, salvo modulare ingressi e uscite di alcuni suoi componenti. Il ceppo storico ne salvaguardia l’orditura originale, sempre ancorata all’intento iniziale. La caratteristica principale è data dal grande e meticoloso lavoro d’insieme, che non lascia nulla al caso e si muove nella congiuntura di un interscambio modulare e convergente. Osservando questa trama mi ha assalito un po’ di sana invidia desiderando cercare e accrescere sempre più questo stile in ogni contesto comunitario parrocchiale, di unità pastorali e di lavoro di equipe diocesano.
Il secondo filo è stato segnato dalla presenza variegata dei soggetti che hanno aderito a questa iniziativa. La provenienza copriva tutta Italia. Erano presenti ministerialità diverse: un buon numero di sacerdoti, diaconi, ministri, religiose, catechiste e catechisti, laiche e laici a servizio di realtà pastorali differenti. Erano rappresentate diocesi del nord, del centro e del sud e spaccati di esperienze di vissuti in altre zone del mondo. Lo si è potuto raccogliere nei momenti informali disseminati lungo le giornate. Una cosa mi ha colpito. Sembrava di conoscerci da tempo. Certamente un’amicizia che è andata crescendo ma lo stile e l’atmosfera erano quelle di amici che si ritrovavano e si riconoscevano nella relazione fondamentale con il vero e imprescindibile Amico. E in Lui che attingiamo la forza per sostenere e muovere un annuncio che sia sempre più vero ed efficace. Ho pensato alla necessità che nelle nostre comunità (e famiglie) si respiri soprattutto la dimensione presente nei primi capitoli degli Atti degli Apostoli che ci racconta di fili essenziali che caratterizzano l’arazzo della Chiesa degli inizi ma che devono essere della Chiesa di sempre. E fin dai primi giorni di questa esperienza ho capito essere il sentimento di stupore che i pagani sentivano nascere in loro quando guardavano “quelli della via”: “Guardate come si amano!” (Tertulliano, Apolg. 39). Sono sempre più convinto che oggi, più che far catechesi e servirsi di mezzi per annunciare, è necessario innanzitutto mostrare la bellezza di una comunità adulta che trova momenti per formarsi e stare alla Scuola di Gesù e diffondere il profumo di questo stile eloquente nel modo di essere presenti e mettersi a servizio nei vari ambiti pastorali. Vale più di un itinerario scontato e sterile di molto annuncio asettico, autoreferenziale e senza lo spirito di “un cuore solo e un’anima sola” (Atti 4,32).
A intrecciare i fili dell’articolata e ricca matassa costituita dalla serie di input, momenti di preghiera, racconti di testimoni, laboratori, ci è stata suggerita e consegnata l’immagine più propria di ogni lavoro di tessitura. Si tratta dell’alternarsi cogente del dinamismo di trama e ordito. Il sovrapporsi continuo del piano orizzontale con quello verticale è stato riletto, con un’intuizione azzeccatissima nella vicenda biblica della figura di Ester, con le due traduzioni ebraica e greca. Se non teniamo insieme profondamente la trama della vita e l’azione della grazia difficilmente operiamo un vero annuncio. Consapevoli anche del fatto che non sempre l’asse verticale è leggibile e riconoscibile, ma non per questo essa c’è e agisce da sempre. Forse è necessario il collirio della fede per comporre una nuova trama, in asse con i tempi, rimanendo in quella tensione che, volendo ridirla in altro modo, potremmo esprimerla così: fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo. Senza però misconoscere che tale tensione può mantenersi in equilibrio solo nella figura di Gesù, che è più del Vangelo e della cultura. Tutto questo è stato poi ulteriormente sviluppato nel laboratorio di “narrazione” che alcuni di noi (tra cui io) hanno vissuto seguendo le orme della figura di Barnaba, nel Libro degli Atti degli Apostoli, il “gambero di Dio”, come lo abbiamo definito per questa sua indole ad essere annunciatore non senza altri (vedi rapporto con Paolo) e non al posto dell’Altro.
E proprio questo “A/altro” è stato la cifra di una chiosa conclusiva a questi giorni, che certamente non ha risolto gli aspetti inerenti le sfide dell’annuncio oggi, ma ha contribuito a offrire incoraggiamento a quel posizionamento che deve caratterizzare le pieghe di ogni vera ed efficace evangelizzazione. Si tratta del rapportarsi ad ogni altro come ad un mistero, tutto da accogliere e scoprire. Quindi, non mi approccio a lui con il desiderio di “inculcare” la mia verità, ma con la disponibilità e l’umiltà a riconoscerla già agente e operante in lui, in tutto e in tutti. E sapendo che l’altro, ogni altro, mi porta sempre all’Oltre e mentre mi raggiunge mi porta oltre me stesso. Questo mi mette alla pari e mi illumina sul fatto che tale incontro con l’altro non inizia da me e sempre mi provoca. E da questa percezione nasce la sorpresa e la meraviglia di riconoscere che Dio è già all’opera. E ogni situazione diventa davvero un’occasione per far vibrare l’ordito di Dio nella trama dei nostri vissuti umani e comunitari attraverso i quali gustare la sua trascendenza.
Gratitudine e riconoscenza compongono uno dei nodi più importanti che hanno intrecciato i fili colorati e creativi di quell’arazzo che, con il contributo di tutti e di ciascuno, abbiamo realizzato alla fine del corso lasciandoci con il segno di quell’aquilone che ci ha spronato ad un annuncio nelle nostre comunità, e oltre, capace di farci prendere il volo sospinti dal soffio dello Spirito di Gesù.
Don Gianluca Brescianini
direttore dell’ufficio catechistico di Bergamo
“Arazzo. Nodi e intrecci nell’annuncio”.
Questo il titolo del percorso di formazione tenutosi nella splendida cornice di Asolo (TV) nel Centro di Spiritualità delle Suore Dorotee, dal 14 al 21 luglio.
Partita dalla Calabria, insieme a Giuseppina, e precisamente dalla Diocesi di Cosenza-Bisignano, ho vissuto un’esperienza coinvolgente e un turbinio di emozioni: otto giorni fecondi e intensi, di lavoro, di intrecci, di nodi, di annuncio, di tessitura, di preghiera; tutto quello che ho visto e ascoltato mi richiamavano quello che nella mia vita vivo, memorie emotive ed affettive. Tanta la cura e la bellezza, dall’alba al tramonto, perché a casa Dorotea si è in famiglia!
Nel corso degli incontri e dei laboratori, abbiamo cercato di comprendere quale potrebbe essere il ministero del catechista per poi passare da una catechesi per sapere a una catechesi per vivere.
Abbiamo rimesso al centro le scelte concrete dell’azione catechistica, le quali si realizzano nell’incontro catechistico e favoriscono una nuova idea di chiesa e di annuncio.
Tre laboratori, tre luoghi di ricerca e sperimentazione per acquisire le competenze di base e per vivere una formazione che trasforma:
- Dalla conoscenza alla cura: un intreccio di bellezza (dalla conoscenza del luogo alla conoscenza delle persone per tessere storie di bellezza e di cura)
- Raccontami…intreccio narrativo per essere consapevoli dell’inscindibile rapporto Bibbia-Catechesi
- La trama dell’incontro catechistico: dal modello formativo a come preparare e condurre un incontro.
Tanta ammirazione, tanto plauso all’equipe di formatori dell’Ufficio Catechistico Nazionale, tanta riconoscenza e affetto intenso.
TONINA D’Ambrosio
La vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono” (Isabel Allende)
Intessuti di Vita e di Parola
Il corso estivo di Asolo 2024 ha offerto ancora una volta un’esperienza unica nel suo genere. La metafora della nostra vita di annunciatori rappresentata dall’arazzo, che dava il titolo alla proposta di quest’anno, ci ha catturato, sollecitato e accompagnato durante una settimana di sorprese, scoperte, condivisioni. Ciascuno dei partecipanti è arrivato ad Asolo portando i suoi fili da tessere e vi ha trovato altri fili coi quali intrecciarsi e creare tessuti inattesi, relazioni inaspettate, intrecci insospettabili.
Giorno dopo giorno abbiamo tirato fuori quello che avevamo portato con noi e lo abbiamo condiviso e guardato sotto una nuova luce.
Giorno dopo giorno i materiali e i colori della nostra esperienza di relazione e di annuncio si sono intrecciati con quelli dei nostri accompagnatori e dei nostri compagni di viaggio, dentro e fuori dalle mura della casa che ci ospitava.
Giorno dopo giorno un arazzo vivente prendeva consistenza sotto i nostri occhi, mostrandoci concretamente le modalità di un annuncio secondo lo stile di Gesù.
E abbiamo compreso che, qualunque sia l’ambito nel quale siamo chiamati a vivere la nostra vocazione di annunciatori, (dalle piccole responsabilità quotidiane fino alla complessità della politica internazionale), la relazione e la cura di ciò che l’altro ci porta sono elementi preziosi e indispensabili ad una trama di annuncio solida e bella, sotto la quale abbiamo imparato a intravedere anche l’indispensabile e spesso invisibile supporto ordito da Dio per noi. Partiti per Asolo come aspiranti tessitori, siamo tornati intessuti di vita e di Parola e pronti per nuovi intrecci.
(Eleonora Giaquinto Firenze)
Prossimamente altre risonanze e foto.




