Ministerialità ritrovata

Ministerialità del catechista

Nel corso di Asolo ha avuto una parte interessante la riflessione sulle ministerialità del catechista. Le relazioni hanno valorizzato questo aspetto e anche un laboratorio è stato dedicato a questo aspetto che. Alcune acquisizioni rendono più comprensibile quanto aspetto. La ministerialità è un dono di Dio. Non ci può essere una ministerialità che non abbia alla sua sorgente il dono di Dio. C’è un dono nascosto in ciascuno di noi che domanda di venire alla luce nell’originalità e nella bellezza che Dio ha voluto in qualche modo elargire. I ministeri nascono dove una comunità è feconda e generativa. Ogni ministerialità è il frutto di una condivisione di vita, e la vita della comunità palpita lì dove si riunisce. Come il cuore di una famiglia è dato dalla riunione di persone disconnesse tra loro. L’assemblea liturgica è un grande noi, è la famiglia di Dio, e ciò che accomuna questo noi è l’essere parte di uno stesso respiro che il soffio dello Spirito si rivela nel segno povero dell’assemblea liturgica. Piccolo segno, ma grande, perché in quella piccolezza si manifesta la visita di Dio. Il ministero costituisce una sorta di ponte che va dall’altare alla casa. Dal corpo della comunità adunata, al corpo assente. La comunità cristiana è il luogo della manifestazione del ministero. Una comunità cristiana senza ministeri è una comunità triste, rattrappita, che manifesta il volto di una comunità malata. Perché si realizzi vita, bisogna far interagire le diverse ministerialità, in qualche modo coordinarle. I ministeri nella Chiesa sono molti. Il molti è il frutto della creatività dello Spirito che non solo suscita molti doni, ma anche diversi a livello di ambito, caratterizzazione e compito.

 

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Siamo una Scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi, promossa col sostegno dell’Ufficio Catechistico Nazionale.

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